Salta al Contenuto delle News
Ricerca nel Sito

    

Visualizza Dimensione Caratteri Standard | Aumenta Dimensione Caratteri del 10% | Aumenta Dimensione Caratteri del 20% | Visualizza la pagina ad alto contrasto |


iscriverti alla newsletter   
Sei in: Home � Attività » Presentazione libri » Mangia come parli

Mangia come parli

Proponiamo, in collaborazione con Slow Food Veneto, un'interessante serata in cui cibo, salute, libertà e comunicazione linguistica si intrecciano tra loro dando vita a un dibattito etico, umano, economico in prospettiva presente, passata e futura: perché il cibo ci racconta una storia, fatta di comunità e territorio, e comprendere questa narrazione permette di guardare avanti e capire dove stiamo andando.
 
Lunedì 2 marzo, ore 20.30 in Biblioteca: Cinzia Scaffidi, vicepresidente di Slow Food Italia e direttrice del Centro studi Slow Food, presenta il suo libro Mangia come parli. Com'è cambiato il vocabolario del cibo, il quale "racconta com'è cambiato il linguaggio del cibo e quali parole utilizziamo quando ci orientiamo, scegliamo, consumiamo, difendiamo o bistrattiamo il nostro cibo", come dice Gino Bortoletto di Slow Food Veneto e moderatore della serata. Negli ultimi cinquant'anni il mondo è stato attraversato da profondi mutamenti. Soprattutto nelle società occidentali, si sono affermati nuovi modi di produrre, di pensare, di vivere. Sono cambiati anche i costumi alimentari e, assieme al nostro rapporto con il cibo, è cambiato il linguaggio che al cibo si riferisce. Nuove parole sono apparse, delle vecchie molte hanno assunto nuovi significati. Questo libro ne descrive cento, emblematiche di un'evoluzione su cui è necessario riflettere per soddisfare in maniera attenta e consapevole un bisogno primario. Dalla prefazione di Tullio de Mauro: "Ogni parola, quando l'Autrice svolge i fili dell'uso che se ne fa, porta di filo in filo a percorsi che arrivano lontano. Leggiamo la scheda dedicata a etichetta. Parola ovvia, ovvio che dovrebbe elen­care gli ingredienti di un prodotto, di un alimento. Ma basta così? Basta dire che quel formaggio è fatto col latte? Cinzia Scaffidi aiuta a capire che non basta e perché non basta [...] Ci vuole ben altro che un secco elenco di ingredienti senza specificazioni, senza storia. Quella che Slow Food chiama l'Etichetta Narrante non è dunque solo un elemento di comunicazione, di promozione (di cibi e territori) e di educazione alimentare. È uno strumento di democrazia, di realizzazione del bene per i molti. Non è un caso se ogni volta che la società civile chiede nuove norme in materia di etichettatura, ovvero maggiori informazioni, sono sempre le grandi industrie a mettersi per traverso: non solo spesso a loro non conviene dare informazioni dettagliate, ma in più molte delle informazioni che il consumatore vorrebbe non le hanno. Si crea così una situazione un po' paradossale, per cui gli alimenti industriali, non essendo più in grado di raccontare la propria storia (o nella certezza che il racconto della propria storia non creerebbe alcun tipo di appeal), vengono venduti grazie alla costruzione di altre storie, accesso­rie, che fabbricano un'identità alternativa per prodotti che hanno smarrito la propria. Ma questa non è informazione, è pubblicità»".
 
DURANTE LA SERATA SLOW FOOD OMAGGERA' LA BIBLIOTECA DI OLTRE UNA CINQUANTINA DI VOLUMI CHE TRATTANO I TEMI INERENTI AL CIBO E ALL'ALIMENTAZIONE 

 

INGRESSO LIBERO

 

Stampa il contenuto della pagina