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Vivere! copertina libro  
Vivere! (Feltrinelli, 2009)
di Yu Hua
L'autore, attraverso i suoi personaggi racconta la storia martoriata della Cina tra gli anni '40 e '80 del 20. secolo e ci dà un'immagine del suo paese (risaie, piccoli villaggi...) con parole che sembrano pennellate d'acquerello. La vicenda di Fugui, terribile e toccante, quasi ci avvolge e ci trascina in un mondo dove la vita, anche se è quasi un susseguirsi di sventure, è affrontata con coraggiosa determinazione.
 
La scrittura è scorrevole e il libro si legge quasi d'un fiato.
 
 
 

 
La settimana bianca (Adelphi, 2014)
di Emmanuel Carrère
Nicolas, un bambino timido, parte per la settimana bianca organizzata dalla scuola. Lo accompagna a destinazione il padre, perché è molto protettivo e non vuole affidare il figlio ad altri, durante il viaggio. Dimentica però in auto la valigia del figlio che sarà aiutato dal capo della classe Hodkann. Una minaccia aleggia su Nicolas e durante la settimana le sue paure infantili diventano angoscia. Infatti un bambino del paese viene violentato e ucciso e Nicolas aiuterà a risolvere il mistero.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un noir psicologico strepitoso
 
Quasi senza accorgertene avverti una sensazione di pericolo...
 
Scritto benissimo, in poche pagine ti entra dentro
 

 
Guida galattica per gli autostoppisti (Mondadori, 1999)
di Douglas Adams
Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche dell'estremo limite della Spirale Ovest della Galassia, c'è un piccolo e insignificante sole giallo. A orbitargli intorno, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, si trova un minuscolo, trascurabilissimo pianeta azzurro-verde, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive da credere ancora che gli orologi da polso digitali siano un'ottima invenzione. Quel pianeta sta per essere distrutto, per lasciare il posto a una gigantesca circonvallazione iperspaziale... Nata da una fortunata serie radiofonica trasmessa dalla BBC, la pentalogia di Adams con le irriverenti e surreali avventure di Arthur Dent e Ford Prefect, viaggiatori delle galassie, è un fenomeno di culto per molti lettori che qui possono trovare riuniti in un unico volume tutti i cinque romanzi.
 
 
 
Godibile e divertente
 
Una serie di esilaranti avventure paradossali
 
Un mondo-altro dove perdersi...dimenticate la Ragione sul pianeta Terra!
 

Una famiglia particolare (Bompiani, 2006)
di Alexandre Jardin
Sullo sfondo di un ex convento ormai consacrato al culto di una donna solare e poligama e di una leggendaria villa svizzera, davanti agli occhi sbalorditi del lettore di questo libro sfila un circo surreale di esseri traboccanti di vitalità e avidi di contraddizioni, falliti sublimi e illuminati. È la famiglia Jardin: un grottesco zoo umano che sconfina nel vaudeville, governato da un cromosoma impazzito che rende fanatici dell’erotismo e dell’eccesso, pronti a sfidare le leggi della morale borghese, del buonsenso e della fisica – dalla nonna, soprannominata Archibugio in omaggio alla sua natura esplosiva, allo zio Merlino, inventore folle ossessionato dal sogno di vincere la gravità; dal Nano Giallo, l’avo intrallazzatore che distribuisce valige piene di soldi ai candidati delle elezioni presidenziali, a un padre scrittore tutto genio e sregolatezza, con uno stuolo di amanti, fino a Zouzou, l’indimenticabile cameriera che rappresenta per il piccolo Alexandre l’unica cerniera con il mondo reale. Lo sfavillio dell’umorismo e dell’irriverenza gioiosa domina questa estrosa emorragia di confessioni famigliari, raggiungendo il proprio apice in una bizzarra apparizione di Alain Delon, custode dei segreti di famiglia celati nel Registro degli amori dei Jardin, cronistoria erotica del clan e cronologia dettagliata di vite asceticamente votate alla lussuria.
 
Spassoso e licenzioso senza essere volgare
 
Una serie di aneddoti sul bel mondo francese: chissà dove sta la verità e dove la finzione!
 
 
 
Il cuore è un cacciatore solitario (Einaudi, 2006)
di Carson McCullers
La storia del gioiellere sordomuto John Singer e della comunità di perdenti e sognatori che popola una piccola città nella Georgia degli anni Trenta. E del suo fatale incontro con Mick Kelly, una ragazza piena di talento e voglia di vivere, che sfoga nella musica la sua ribellione contro un mondo gretto e meschino, colmo di pregiudizi e di razzismo.
Una storia ammaliante, indimenticabile, che dà voce ai reietti, ai dimenticati, ai maltrattati e, attraverso il personaggio di Mick Kelly, alla personale ricerca di bellezza.

 

 
 
 
 
 
 
Un grande affresco americano
 
Una giostra di personaggi dotati di grande umanità
 

 
L'opera struggente di un formidabile genio (Mondadori, 2002)
di Dave Eggers
 
Nel duro inverno di Chicago una famiglia borghese viene travolta nel giro di pochi giorni da un duplice lutto, e il ventiduenne Dave si trova di colpo a fare da madre e padre al fratellino Toph, di otto anni. Ma Dave vende la casa e sale in macchina, diretto verso il sole della California, trasformando un evento devastante nell'inizio di una nuova, elettrizzante vita piena di libertà. L'opera struggente di un formidabile genio è il primo romanzo dello scrittore, editore e saggista statunitense Dave Eggers, pubblicato nel 2000. Il romanzo, di natura autobiografica, racconta la storia del ventiduenne Dave che, in seguito alla morte di entrambi i genitori, si ritrova a dover accudire il fratellino Toph, di soli otto anni. Il libro è stato un enorme successo commerciale e ha ottenuto riscontri positivi anche dalla critica: ha raggiunto il primo posto nella lista dei Best Seller del New York Times ed è stato nominato nel 2001 tra i finalisti del Premio Pulitzer per la saggistica. In particolare i critici hanno definito la prosa come "vibrante e selvaggia", David Foster Wallace l'ha definito come "un libro che non lascia scampo" e il New York Times lo ha descritto come "grande, audace e maniaco-depressivo". Il romanzo è stato inserito dal Times anche al dodicesimo posto nella classifica dei 100 libri migliori del decennio.
 
Un libro ridondante, denso, pregno, a tratti esilarante oppure commovente
 
Un libro difficile, un flusso di coscienza senza paure e inibizioni
 
Uno stile americano al 100%!
 

Follie di Brooklyn (Einaudi, 2007)
di Paul Auster
Il romanzo racconta la storia di Nathan Glass, che torna a Brooklyn dopo cinquantasei anni di assenza dalla zona di New York in cui i suoi genitori lo avevano cresciuto prima di trasferirsi altrove. Si sta riprendendo da un cancro ai polmoni ed è alla ricerca di "un posto tranquillo per morire". È in pensione, ha divorziato dalla moglie Edith e fatica a mantenere una buona relazione con la figlia Rachel. Vince la sua battaglia con il cancro e decide di annotare, per un libro da pubblicare in futuro, momenti, impressioni, eventi, storie ed incontri delle sue giornate a Brooklyn. Il titolo provvisorio è "The Book of Human Folly". Il progetto si sviluppa mentre Nathan, inizialmente privo di stimoli e quasi arresosi all'eventualità della morte, incontra Tom Wood, l'amato nipote con cui ritrova una gradevole consuetudine di confidenza. Lo seguirà nella sua passione per i libri e nelle sue difficoltà a costruirsi una carriera d'insegnante come sarebbe stato suo desiderio. Affronterà con lui le incertezze dell'esistenza. Attraverso questa relazione sarà coinvolto nella vita della nipote Aurora e di sua figlia Lucy, conoscerà dei vicini pronti a stabilire con lui dei rapporti, recupererà insomma una dimensione esistenziale positiva correlata alla coscienza del carattere effimero della condizione umana. La sua "nuova vita" di relazione, che dà il titolo a uno dei capitoli conclusivi del libro, si basa sulla certezza della vanità dell'esistenza della gente comune, che non lascia traccia di sé. Di qui il progetto editoriale della stesura e pubblicazione di biografie commissionate da parenti e amici delle persone ordinarie, la cui memoria rischia di svanire, per far sì che qualcosa - pagine e parole - sopravviva alle loro esistenze e sia a disposizione di chi le ha amate. Mai sottovalutare il potere dei libri, dice il narratore.
 
Divertente, ironico, scanzonato
 
Auster scrive divinamente: leggerlo è come assistere a una spassosa lezione di letteratura
 
Ben scritto, una trama fitta ma scorrevole, personaggi delineati e interessanti
 

Stoner (Fazi editore, 2012)
di John Williams
William Stoner ha una vita che sembra essere assai piatta e desolata. Non si allontana mai per più di centocinquanta chilometri da Booneville, il piccolo paese rurale in cui è nato, mantiene lo stesso lavoro per tutta la vita, per quasi quarantanni è infelicemente sposato alla stessa donna, ha sporadici contatti con l'amata figlia e per i suoi genitori è un estraneo, per sua ammissione ha soltanto due amici, uno dei quali morto in gioventù. Non sembra materia troppo promettente per un romanzo e tuttavia, in qualche modo, quasi miracoloso, John Williams fa della vita di William Stoner una storia appassionante, profonda e straziante. Come riesce l'autore in questo miracolo letterario? A oggi ho letto Stoner tre volte e non sono del tutto certo di averne colto il segreto, ma alcuni aspetti del libro mi sono apparsi chiari. E la verità è che si possono scrivere dei pessimi romanzi su delle vite emozionanti e che la vita più silenziosa, se esaminata con affetto, compassione e grande cura, può fruttare una straordinaria messe letteraria. È il caso che abbiamo davanti. 
 
Una storia semplice con uno stile sublime
 
Bellissimo. Emozionante. Dritto al cuore.
 
Un libro che rimane, da rileggere e regalare.
 

 
Una signora perduta (Adelphi, 1990)
di Willa Cather
La «signora perduta» che sta al centro di questo romanzo vive nel vecchio West. È bellissima, nobile, affascina tutti. La vediamo attraverso gli occhi adoranti di un ragazzo che nulla ama al mondo quanto farle visita nella casa dove vive con il marito, il solido capitano Forrester, che ha costruito «centinaia di chilometri di strada ferrata – nella terra dell’artemisia e del bestiame, su su fin nel cuore delle Black Hills». Ai suoi occhi, come «agli occhi di tutti gli estasiati signori di mezza età che frequentavano la sua casa, qualunque cosa facesse Mrs Forrester era “da gran signora”, perché la faceva lei. Non riuscivano a immaginarla in una tenuta o in una situazione che la privasse del suo fascino». Tutto sembra tranquillo e armonioso, all’inizio. Ma la «signora perduta» cela in sé un’attrazione per qualcosa che sta tra il losco e il sordido, una sorta di perverso desiderio di degradazione. Pubblicato nel 1923, questo romanzo «prezioso, articolato con straordinaria abilità» (Edmund Wilson) è considerato da molti l’opera più perfetta di questa scrittrice in cui oggi riconosciamo uno degli autori più importanti e durevoli del Novecento americano.
 
Scritto molto bene e affascinante
 
Una signora che più che perduta è "persa" in un ambiente...
 
L'America dei pionieri, del West, con al centro una figura femminile di grande spessore e interesse

Leggere Lolita a Teheran 
di Nafisi Asar (Adelphi 2007)
Nei due decenni successivi alla rivoluzione di Khomeini, mentre le strade e i campus di Teheran erano teatro di violenze barbare, Azar Nafisi ha dovuto cimentarsi nell'impresa di spiegare a ragazzi e ragazze, esposti in misura crescente alla catechesi islamica, una delle più temibili incarnazioni del Satana occidentale: la letteratura. È stata così costretta ad aggirare qualsiasi idea ricevuta e a inventarsi un intero sistema di accostamenti e immagini che suonassero efficaci per gli studenti e, al tempo stesso, innocui per i loro occhiuti sorveglianti. Il risultato è un libro che, oltre a essere un atto d'amore per la letteratura, è anche una beffa giocata a chiunque tenti di proibirla.
 
 
Una storia appassionante, tra il romanzo e il saggio
 
Un nuovo modo per studiare la grande Letteratura
 

 
Ragazze di campagna  di Edna O'Brien (Elliott 2013)
La timida e romantica Caithleen sogna l'amore, mentre la sua amica Babà, sfrontata e disinibita, è ansiosa di vivere liberamente ogni esperienza che la vita può regalare a una giovane donna. Quando l'orizzonte del loro piccolo villaggio, nella cattolicissima campagna irlandese, si fa troppo angusto, decidono di lasciare il collegio di suore in cui vivono per scappare nella grande città, in cerca d'amore ed emozioni. Nonostante siano fermamente decise a sfidare insieme il mondo, le loro vite prenderanno però vie del tutto inaspettate e ciascuna dovrà imparare a scegliere da sola il proprio destino. "Ragazze di campagna" venne scritto in soli tre mesi e inviato a un editore, il quale ricevette da un celebre scrittore suo consulente questo giudizio: "Avrei voluto scriverlo io". Alla sua pubblicazione, avvenuta nel 1960, l'esordio narrativo di Edna O'Brien, fortemente autobiografico,suscitò reazioni di sdegno e condanna che andarono ben oltre le intenzioni di una sconosciuta autrice poco più che ventenne: il libro fu bruciato sul sagrato delle chiese e messo all'indice per aver raccontato, per la prima volta con sincerità e in maniera esplicita, il desiderio di una nuova generazione di donne che rivendicava il diritto di poter vivere e parlare liberamente della propria sessualità.
 
Un libro scritto benissimo, un universo femminile poco conosciuto
 
Una lettura piacevole e lieve
 
 
Calce Viva 
di Antonella Benvenuti (La Toletta Edizioni 2013)
Eleonora e Marco: la storia di un amore di fronte al quale tutte le nostre razionali categorie di pensiero traballano. Marco, scaraventato nelle trincee del Carso durante la Prima Guerra Mondiale, lotterà furiosamente per por- tare a casa la pelle, ma tutte le atrocità viste, subite ed inferte lo trascineranno sempre più al largo, verso quegli abissi della mente dai quali sarà sempre più difficile fare ritorno. Ma è sopratutto Eleonora a stagliarsi in controluce permeando tutta la narrazione con la sua straziante assenza. Lotterà contro una malattia che non perdona con la determinazione di chi preferisce la morte alla resa. Perderà, ma non prima di avere estorto un figlio ad un destino capriccioso e sadico che continua a buttare cenere sulle poche lenticchie della sua vita. Perderà, ma il ricordo di lei non si spegnerà nella memoria della sua gente: come una luce fantasma. In questa storia così incredibile come solo le storie vere possono essere anche tutti i personaggi minori, come la levatrice Teresa Vegnaduzzi, il parroco Don Umberto o il soldato di sanità Fortunato Masato, mi sono venuti incontro di loro iniziativa, io non li ho mai cercati. Ed anche adesso che scrivo queste poche righe di presentazione, sento che non è la storia ad essere qui per me, ma il contrario, io sono qui per la storia: per rimediare con una immortalità di carta ad una morte prematura e ingiusta.
 
Scritto benissimo, una grande storia d'amore
 
Scene molto forti e un ritmo quasi cinematografico
 
La Storia come raramente ci è stata raccontata
 
 
Nemico, amico, amante... 

di Alice Munro (Einaudi 2005)

Premio Nobel per la Letteratura 2013 
 
In questa raccolta la Munro conferma le sue qualità narrandoci una manciata di esistenze dove avvenimenti inattesi o particolari dimenticati modificano il corso delle cose. Una cameriera dai capelli rossi, nuova arrivata in una vecchia dimora, viene per caso coinvolta nello scherzo di una ragazzina. Una studentessa universitaria si reca per la prima volta in visita a un'anziana zia e, riconoscendo un mobile di famiglia, scopre un segreto di cui non era a conoscenza. Una paziente giovane e in fin di vita trova un'inaspettata speranza di proiettarsi nel futuro. Una donna ricorda un amore brevissimo e che tuttavia ha modificato per sempre il suo vivere.  
 
 
Uno stile impeccabile
 
Trame fatte di introspezione ed emozione 
 
La Munro racconta sentimenti universali, che sono di tutti...
 

Il senso dell'elefante 

di Marco Missiroli  (Guanda 2012)

Finalista Premio Campiello 2012

La devozione verso tutti i figli, al di là dei legami di sangue: è il senso dell'elefante, codice inscritto in uno dei mammiferi più controversi, e amuleto di una storia che comincia in un condominio di Milano. Pietro è il nuovo portinaio, ha lasciato all'improvviso la sua Rimini per affrontare un destino chiuso tra le mura del palazzo su cui sta vegliando. Era prete fino a poco tempo prima, ora è custode taciturno di chiavi e appartamenti, segnato da un rapporto enigmatico con uno dei condomini, il dottor Martini, un giovane medico che vive con moglie e figlia al secondo piano. Perché Pietro entra in casa di Martini quando non c'è? Perché lo segue fino a condividere con lui una verità inconfessabile? Il segreto che li unisce scava nel significato dei rapporti affettivi, veri protagonisti di un intreccio che si svela a poco a poco, arrivando all'origine di tutto: una ragazza conosciuta da Pietro quando era un sacerdote senza Dio, in una Rimini dura e poetica, a tratti felliniana. Qui inizia questa storia che accompagna i suoi personaggi nella ricerca di un antidoto alla solitudine dei nostri tempi, verso una libertà di scelta, e di sacrificio. In questo romanzo Marco Missiroli va al cuore della sua narrativa, raccontando il sottile confine tra l'amore e il tradimento, il conflitto con la fede e la dedizione verso l'altro. A partire da una semplice, terribile domanda: a che cosa siamo disposti a rinunciare per proteggere i nostri legami?

 

Ben scritto e scorrevole

 

Personaggi e sviluppo interessanti, anche se la storia è cupa

 

Un finale inaspettato

 


L'aiuto 

di Kathryn Stockett  (Mondadori 2009)
È l'estate del 1962 quando Eugenia "Skeeter" Phelan torna a vivere in famiglia a Jackson, in Mississippi, dopo aver frequentato l'università lontano da casa. Per sua madre, però, il fatto che si sia laureata conta ben poco: l'unica cosa che vuole per la figlia è un buon matrimonio. Ma Skeeter è molto diversa dalle sue amiche di un tempo e sogna in segreto di diventare scrittrice. L'unica persona che potrebbe comprenderla è l'amatissima Constantine, la governante che l'ha cresciuta, ma la donna sembra svanita nel nulla. Come Constantine, anche Aibileen è una domestica di colore. Saggia e materna, ha un candore e una pulizia interiore che abbagliano: per un tozzo di pane ha allevato amorevolmente uno dopo l'altro diciassette bambini bianchi. Ma il destino è stato crudele con lei, portandole via il suo unico figlio, morto in un incidente sul lavoro tra l'indifferenza generale. Minny è la sua migliore amica. Bassa, grassa, con un marito violento e una piccola tribù di figli, è con ogni probabilità la donna più sfacciata e insolente di tutto il Mississippi. Cuoca straordinaria, non sa però tenere a freno la lingua e viene licenziata di continuo per le sue intemperanze, fino a quando è assunta da una signora nuova del posto, che per la sua bellezza vistosa e le origini modeste è messa al bando dalla buona società bianca. Skeeter, Aibileen e Minny si ritrovano a lavorare segretamente a un progetto comune che le esporrà a gravi rischi. Dal libro il film "The help", di Tate Taylor, del 2011, che ha riscosso molto successo, fatto incetta di nomination agli Oscar, portandosene a casa uno per la migliore attrice non protagonista (Octavia Spencer nel ruolo irresistibile di Minnie)

 

Uno straordinario spaccato sociale e umano

 

Divertente, cinematografico, piacevole ma di spessore

 

Ruoli e voci diversi, forti, vivaci, appassionanti

 


Exit di Alicia Giménez Bartlett (Sellerio 2012)

Exit è una villa di campagna immersa nella natura. Un giardino lussureggiante, stanze e saloni arredati con gusto, quadri antichi, candelabri sul caminetto, lucenti cassettoni sui soffitti. Qui, nell'annuncio abbagliante della calura estiva, uno alla volta arrivano gli ospiti. Due giovani donne: Clarissa, fragile e intensa; l'elegante Pamela, bella quanto caustica. Il finanziere Finn, uomo raffinato e colto, eccellente conversatore. La vedova Tevener, una signora con i capelli rossi allegra e sensuale. Il signor Ottosillabo, macchinista ferroviere, il poeta Léonard, capelli a spazzola e sguardo penetrante, sempre capace di provocare gli altri. In poco tempo diventeranno intimi e amici, pronti a vivere e a dissolversi nel gioco del destino e della passione. Gli ospiti sono stati accolti da due medici in camice bianco e dall'infermiera Matea, specializzata in psicologia, che prepara cene e pranzi squisiti. Sottili fette di roast beef, uova e salsicce, scintillanti frittate, teglie con pasticci di carne e formaggio, aringhe affumicate e cestini traboccanti d'uva. La musica accompagna il passare del tempo, tra canzoni tzigane e boleri, sonate al chiaro di luna e contagiose melodie jazz. Tutti insieme, gli ospiti, i medici e l'infermiera, condividono colazioni e banchetti, passeggiate, escursioni, chiacchiere e battibecchi.

 

Un modo di trattare la morte in maniera surreale e ironica

 

Una carrellata irresistibile di personaggi e situazioni

 

Simile, per tematica, a "Non buttiamoci giù" di Nick Hornby

 


I quasi adatti di Peter Hoeg (Mondadori 1997) 

E' un romanzo di formazione. L'analisi retrospettiva, da parte del protagonista, del proprio passato di "quasi adatto", in un ospedale psichiatrico di Copenaghen. E, nel ricordo, la sofferenza per l'emarginazione subita, per la fatica di dover sottostare a un ordine e a delle regole imposte e incomprensibili, si mescolano alla memoria di un tempo infantile e, paradossalmente, felice.

 

Un libro difficile, clinico, analitico...quasi un reportage.

 

A metà tra romanzo e saggio.

 

Di grande interesse per chi si occupa di educazione infantile.

 

 


 

Litigando con il mondo di Ivo Andric (Zandonai 2012)

Ambientati tra Sarajevo e Višegrad agli inizi del secolo scorso, i sette racconti di questa raccolta sono accomunati dalla giovane età dei loro protagonisti, invariabilmente chiamati a fare i conti con le difficoltà e i turbamenti della fase più cruciale dell’esistenza. E a confrontarsi per la prima volta con le evidenze di un mondo, quello degli adulti, che ancora non conoscono, e che si rivela loro alternando l’incanto della scoperta al dolore per i sogni infranti e le molte attese deluse. Sono proprio questi momenti fatali, momenti che spesso affidiamo – più o meno consapevolmente – ai più remoti anfratti della nostra memoria, a occupare il centro, a rappresentare la costante di questa narrazione intensa ed evocativa. Ed è la straordinaria sensibilità narrativa di Andrić a farli riaffiorare nuovamente puri, come un distillato d’esperienza, e a suggerirci quanto importanti e necessari siano quei dilemmi, paure e battaglie che, mentre varcavamo la linea d’ombra che immette nell’età adulta, hanno portato ciascuno di noi, anche solo per un attimo, a litigare con il mondo.
 

Un Ivo Andric diverso dal solito per stile e tematiche.

 

Racconti scritti benissimo, una narrazione classica che vede come protagonisti ragazzi, fanciulle e bambini.

 


Il ministero del dolore di Dubravka Ugresic (Garzanti 2007)

La protagonista del romanzo, Tanja Lucic è una laureata in letteratura iugoslava cui viene concessa – attraverso amicizie – una cattedra ad Amsterdam, per un semestre intanto, forse due. Una specie di carità pelosa le consente di trovare un paio di sistemazioni, provvisorie come tutta la sua vita in quel momento. I suoi allievi sono studenti della ex-Iugoslavia, anch’essi fuggiti dal mondo capovolto, che mirabilmente nella propria classe ricostruiscono, grazie agli aiuti elargiti dal governo olandese ai profughi, l’unità disgregata in Patria. Nella stessa aula siedono figli di vittime e carnefici, incuranti di ciò che hanno lasciato perché non esiste più.

 

 

Un libro "alto", denso di citazioni letterarie, profondo ma allo stesso tempo ironico e molto leggibile.

 

Ogni capitolo è una storia a parte, un microcosmo argomentato e vissuto.


Goetz e Meyer di David Albahari (Einaudi 2006)

Wilhelm Goetz ed Ervin Meyer, due ufficiali delle SS, erano gli autisti del camion della morte dove, dal 19 marzo al 10 maggio 1942, furono uccise per asfissia migliaia di donne e bambini ebrei deportati al campo della Fiera di Belgrado o ricoverati presso l'ospedale ebraico. Giorno dopo giorno Goetz e Meyer aiutarono le donne e i bambini a salire sul loro Saurer, sedettero in cabina, collegarono il tubo di scappamento ad un foro del cassone, e dopo un tragitto di 15 chilometri, aprirono il portellone posteriore, inclinarono leggermente il cassone facendo scivolare i corpi senza vita nelle fosse che alcuni prigionieri serbi avevano nel frattempo scavato. Con questo romanzo di forte impatto emotivo e di evidente matrice autobiografica - anche 35 familiari dell'autore scomparvero nel nulla - David Albahari cerca di ricostruire un passato indicibile, di far fronte alla necessità di dare una figura, un corpo, agli esecutori del Male.

 

Un intenso e concitato monologo interiore ricco di tensione e contenuti.

 

Una storia vera vista attraverso l'occhio straniante del pensiero, della fantasia, dell'ossessione personale.


Le vergini suicide di Jeffrey Eugenides (Mondadori, 1999)

Un narratore "collettivo", voce di un gruppo di coetanei maschi, rievoca a vent'anni di distanza la vicenda delle cinque sorelle Lisbon, oggetto proibito della loro adolescenza, avvolte in un'aura di mistero che la tragica fine comune - si sono tutte tolte la vita nel breve spazio di un anno - ha fissato per sempre. Nella memoria di questi antichi, tenacissimi spasimanti, esse divengono il simbolo di una possibilità remota e perduta: l'irruzione di un fremito ignoto nel mondo tranquillo, ordinario, opprimente dell'America suburbana degli anni Settanta. Il libro segna l'esordio folgorante di uno scrittore poco più che trentenne, ma già padrone di uno stile e di un universo letterario affatto personali.

Un libro che spiazza e fa discutere.

Scritto benissimo, la tensione cresce di pagina in pagina attraverso delle bellissime descrizioni.

Consigliato anche il film della Sofia Coppola, che rende molto bene l'atmosfera del libro.


Ethan Frome di Edith Wharton (Guanda, 1993 - ristampa)

Fin dalla sua apparizione, nel 1911, questo romanzo si propone come una sorta di ordigno narrativo affascinante e perturbante. Racconta la vicenda che lega tra loro Ethan Frome, Zeena, sua moglie, e Mattie, cugina di lei, della quale Ethan si innamora. Sembra che questo nuovo legame possa essere l'inizio di una fase di cambiamento, la fuga per Ethan dalla prigione domestica. Le cose però vanno diversamente. Con maestria inventiva la Wharthon riserva ai tre personaggi un destino al contempo tragico e grottesco. Un libro nel quale la narrazione è lo strumento che permette di sciogliere il nodo, all'apparenza inestricabile, dei legami tra gli esseri umani.

 

 

Una storia cupa, tragica, dove il paesaggio e i protagonisti si intrecciano.

Algido, distaccato, realistico.

Dei personaggi tragici che rispecchiano lo scenario innevato, contadino, invernale.

 


Il paradiso degli orchi di Daniel Pennac (Feltrinelli, 1992 - ristampa)

Un eroe, Malaussène, che come lavoro fa il "capro espiatorio". Una famiglia disneyana, senza mamme e babbi, con fratellini geniali, sorelle sensitive, una "zia" maschio protettrice di vecchietti, ladri e travestiti brasiliani, una "zia" femmina super-sexy, ritratto irresistibile del giornalismo alla "Actuel", una misteriosa guardia notturna serba, un cane epilettico. Questa esilarante banda di personaggi indaga su una serie di oscuri attentati, sull'orrore nascosto nel Tempio del benessere, un Grande Magazzino dove scoppiano bombe tra i giocattoli e un Babbo Natale assassino aspetta la prossima vittima. Un'altalena tra divertimento e suspence, tra una Parigi da "Misteri" di Sue e una Parigi post-moderna dove proliferano i piccoli e grandi "orchi" che qualcuno crede estinti. Degli orchi si può ridere o si può tremare. Uno scrittore d'invenzione, un talento fuori delle scuole come Pennac, non ha certo paura di affrontarli con l'arma che lui stesso così definisce nel libro: "l'umorismo, irriducibile espressione dell'etica".

Uno speranzoso inno alla vita!

Surreale e grottesco, per apprezzarlo in pieno bisognerebbe leggere tutto il ciclo.

Divertente, leggero, ironico, con personaggi dotati di grande umanità


Il libraio che imbrogliò l'Inghilterra di Roald Dahl (Guanda, 2009)

Mr. Buggage è il proprietario di una libreria antiquaria londinese; insieme alla sua assistente (e amante) trascorre gran parte della giornata nel retrobottega, dedicandosi più alla lettura di necrologi che alla vendita dei libri. Eppure gli affari vanno bene e un giorno i due decidono di concedersi una vacanza in Marocco in alberghi esclusivi. Come si scoprirà, il successo economico non nasce da una oculata gestione delle vendite, ma...

Il volume è completato da un altro racconto, "Lo scrittore automatico", storia di una grande macchina in grado di sfornare best seller a ripetizione.   

 

Gustosissimo e spassoso! Scritto bene, pieno di umorismo inglese. 

Un altro libro ambientato nel mondo delle biblioteche e della letteratura...ma questo è speciale!

Uno scrittore solitamente per ragazzi che sa incantare, con i suoi racconti brevi e sferzanti, proprio tutti.


 L’ultimo libro di Zoran Äivković (Tea)

Che cosa terribile! Alla libreria "Il Papiro" si è verificato un triste incidente. Il signor Todorovic, uno dei clienti più affezionati, è morto improvvisamente, mentre stava leggendo un libro seduto su una poltrona. Vera Gavrilovic, una delle due libraie, è costernata, e quando arriva l'ispettore Dejan Lukic, per un semplice controllo, gli comunica a cuore aperto tutto il suo sconcerto. Non è che l'inizio, ahimè, perché al primo si sussegue un altro decesso, e poi un altro. Le morti sono inspiegabili, l'unica traccia è che tutte le vittime stavano leggendo un libro. Per Dejan, poliziotto amante dei libri, e Vera, libraia appassionata, comincia una strana indagine, sempre più incalzante, che si allargherà e si complicherà fino a coinvolgere addirittura la polizia segreta.

 

Ben scritto, con un finale spiazzante.

Surreale, fantascienza, giallo? Un vero caso letterario!

Un finale che cambia il genere del libro...può piacere o non piacere, in ogni caso lascia di sasso.


Odore di chiuso di Marco Malvaldi (Sellerio)

In un castello della Maremma toscana vicino alla Bolgheri di Giosuè Carducci, arriva un venerdì di giugno del 1895 l'ingombrante e baffuto Pellegrino Artusi. Lo precede la fama del suo celebre "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene", il brioso e colto manuale di cucina, primo del genere, con cui ha inventato la tradizione gastronomica italiana. Ma quella di gran cuoco è una notorietà che non gli giova del tutto al castello, dove dimora la famiglia del barone Romualdo Bonaiuti, gruppo tenacemente dedito al nulla. La formano i due figli maschi, Gaddo, dilettante poeta che spera sempre di incontrare Carducci, e Lapo, cacciatore di servette e contadine; la figlia Cecilia, di talento ma piegata a occupazioni donnesche; la vecchia baronessa Speranza che vigila su tutto dalla sua sedia a rotelle; la dama di compagnia che vorrebbe solo essere invisibile, e le due cugine zitelle. In più, la numerosa servitù, su cui spiccano la geniale cuoca, il maggiordomo Teodoro, e l'altera e procace cameriera Agatina. In questo umano e un po' sospetto entourage, piomba gelido il delitto.

Una lettura piacevole, ironica, scorrevole.

Un libro spiritoso e intelligente.

 


 

La donna di Gilles di Bourdouxhe Madeleine (Adelphi)

"Amore... dove sei, amore? Non ci sei più. Eri dentro di me, e io non ero altro che te, Amore? Niente. Io non sono niente". Elisa vorrebbe solo una cosa: annullarsi in Gilles. Vivere per e attraverso Gilles,
non essere altro che sua moglie. Preparargli la cena, guardarlo mangiare, guardare i suoi occhi, la sua bocca, i suoi capelli. Ma il giorno in cui Elisa capisce che Gilles, suo marito, è diventato l'amante di sua sorella, tutto crolla attorno a lei. Eppure sceglie di tacere, di sorridere, di sopportare in silenzio l'indifferenza di Gilles, perfino che Gilles le parli del suo amore per l'altra, della sua gelosia. Madeleine Bourdouxhe, considerata tra i maggiori scrittori belgi del secolo scorso, pubblicò questo romanzo nel 1937.

 

 

Un libro scritto benissimo.

Un personaggio femminile che divide.

Una descrizione dei sentimenti e della tensione scritta in maniera magistrale.

Un amore folle, disperato, lacerante.


Gli anni fulgenti di Miss Brodie di Muriel Spark (Adelphi)

"Era evidente già allora come la sua principale preoccupazione fosse che le sue ragazzine potessero affezionarsi in modo particolare a questa o a quella nuova insegnante, ma si guardava bene dallo sferrare attacchi diretti, tanto più che le insegnanti delle superiori sembravano assolutamente prive di interesse per la sua nidiata."
Bontà, Bellezza e Verità: sono i dogmi dell'insegnamento di Miss Jean Brodie. Siamo a Edimburgo, negli anni Trenta, Miss Brodie ammette, con candida alterigia, che la sua unica vocazione sono le allieve, e l'unica missione farle diventare "la crème de la crème". Tanto zelo può persino indurla a cercare di trasformare le più dotate in doppi di se stessa e a scegliere una di loro per vivere in sua vece un amore che ritiene improprio soddisfare di persona. Tortuose collusioni psicologiche, tentativi di plagio, una passione repressa e goduta per interposta persona, il rigore calvinista di una crisi.

Ironico, pungente, divertente.

Personaggi gustosi, simpatici, per una trama "frivola" ma appassionante.

Una professoressa molto particolare, nel bene e nel male.  

 


 Nudi e crudi di Alan Bennett (Adelphi)

"Casa Ransome era stata svaligiata. "Rapinata" disse Mrs Ransome. "Svaligiata" la corresse il marito. Le rapine si fanno in banca; una casa si svaligia. Mr Ransome era avvocato e riteneva che le parole avessero la loro importanza". Trovarsi la casa svaligiata dai ladri è senza dubbio un evento sinistro. Ma se spariscono anche la moquette, il rotolo della carta igienica, il forno e l'arrosto che attendeva lo scatto del timer, è palese che non può trattarsi di un semplice furto. E l'allibita vittima, un avvocato londinese agiato e pedante, ha tutto il diritto di pensare a una beffa del destino, o a una nuova formula di candid camera. Travolti da una realtà truce e idiota, l'avvocato e la sua spenta consorte si trovano ad affrontare un rompicapo di comica suspense, dal quale schizzano fuori colpi di scena turbinosi, mentre il lettore viene guidato verso un'esilarante catarsi di rara crudeltà.

 

Un racconto esilarante, assurdo, dal finale a sorpresa, dall'andamento teatrale.

Si sente che Alan Bennett scrive anche per la televisione...il ritmo è veloce e incalzante.

Anche se breve i personaggi e le situazioni sono delineate alla perfezione.

Uno straordinario senso dell'umorismo tutto inglese!

 


Il caso dei libri scomparsi. Le storie del Bibliobus di Tundrum di Ian Sansom (Editore TEA)


"No. No, no, no, no, e no. Non doveva succedere. Assolutamente no." Con questo incipit decisamente originale, entriamo nel mondo di Sansom. Appena arrivato da Londra nella piccola cittadina di Tundrum, Irlanda del Nord, per ricoprire il suo primo posto come bibliotecario, il giovane Israel Armstrong scopre che in effetti il suo posto non c'è, né la biblioteca, né i libri... E questo non è che l'inizio dei suoi guai. Nel giro di poche ore infatti perde vestiti, soldi, carte di credito, e forse anche fidanzata, s'imbatte in una serie di personaggi con i quali entra in conflitto, viene alloggiato nella stia dei polli di una fattoria e si ritrova incastrato al volante di un vecchio furgone arrugginito che funge da biblioteca semovente, ma senza scaffali. Peccato però che i libri continuino a mancare: 15.000 volumi scomparsi. Chi mai li avrà rubati? E perché? Ma soprattutto, ci sarà in quell'angolo di mondo dimenticato da Dio un posto decente dove poter bere un cappuccino decente e leggersi il giornale?

Molto divertente. Mi sono ritrovata a ridere da sola mentre lo leggevo.

Sembra già pronto per farne un film, assomiglia a una sceneggiatura.

Paradossale e surreale, piacevole.


Tre amanti e altri racconti di Morley Callaghan (Rizzoli)

Raccontava di essere riuscito a mantenere la famiglia durante la Grande Depressione scrivendo storie. Impresa non da poco, anche per un talento come il suo. Morley Callaghan, l'uomo che mandò Ernest Hemingway al tappeto in un match di boxe arbitrato da F.S. Fitzgerald, e che ebbe l'onore di essere il primo narratore ospitato dal "New Yorker", è una vera star della letteratura mondiale, ma quasi sconosciuto in Italia. I suoi racconti, raffinate scatole cinesi che nascondono un cuore di sconcerto, sono stati paragonati a quelli di Cechov e Raymond Carver. Sono abitati da un'umanità disorientata, gente comune alle prese con inopportune e abbaglianti schegge di verità: amanti sbigottiti dalla potenza del sentimento, madri di famiglia che scoprono in sé improvvise scintille di curiosità, mogli e mariti chiusi in un malinteso senso dell'orgoglio.

 

In poche pagine l'autore riesce a mettere perfettamente a fuoco le situazioni e i personaggi.

Scritto benissimo, in pieno stile Hemingway e Fitzgerald.


Gaza Blues di Keret Etgar; El-Youssef Samir (E/O, collana Assolo)

L'israeliano Etgar Keret e il palestinese Samir El-Youssef esplorano la complessa situazione del conflitto arabo-israeliano mostrandoci gli effetti che il clima di violenza produce nella vita quotidiana dei protagonisti: un tuffo in un puzzle di ambienti, voci e situazioni accomunati da una frenesia e un'inquietudine che restituiscono il senso di una società al cui centro pulsano conflitti mai risolti. I due scrittori condividono la stessa simpatia per dei personaggi che sono degli anti-eroi, e cercano di svelare la complessità che investe la loro esistenza di tutti i giorni, piena di debolezze, sogni, fallimenti che appartengono comunque alla vita umana in generale. Il risultato è una miscela spiazzante in cui i racconti ci mostrano squarci di una società nevrotica, a volte con risultati paradossali, altre attraverso un umorismo leggero ma graffiante.

Una maniera decisamente nuova di conoscere il mondo palestinese e israeliano

L'occhio critico, ironico, dissacrante, grottesco di due giovani scrittori di nazionalità tradizionalmente nemiche 

Racconti brevi, anzi brevissimi, per narrare un conflitto. Forse difficili da capire per chi non è dentro un certo tipo di cultura, ma sicuramente una lettura interessante


 La cotogna di Istanbul - Ballata per tre uomini e una donna -di Paolo Rumiz (Feltrinelli)

“Ma voi che ne sapete dell’amore, diceva sospirando il nostro Max quando il discorso cadeva sul tema della passione che il mondo consuma: era quello il segnale che noi tutti aspettavamo per prender coraggio e chiedergli di raccontare ancora della cotogna venuta da Istanbul…”: con questo attacco incisivo prende vita l’ultimo libro di Paolo Rumiz, un romanzo che è in realtà un’opera poetica, lirica, sul filo dei sentimenti e delle emozioni, condizionati dalla Storia con la S maiuscola, quella capace di investire tutto come una marea, e dalla malattia, che oltrepassa ogni tempo e luogo.

176 pagine di versi endecasillabi che si snodano tra Vienna, Sarajevo, Istanbul, Trieste, Belgrado e in altri territori dei Balcani appena usciti dalle devastazioni della guerra civile.

Maximilian von Altenberg, ingegnere austriaco, viene mandato a Sarajevo e lì conosce la misteriosa Masa Dizdarevic´, "occhio tartaro e femori lunghi", con una tragica vicenda personale alle spalle, vedova e madre di due figlie: scoppia l’amore e inizia un’avventura dolorosa, commovente, forte, quasi un viaggio rituale, formativo, di scoperta e resurrezione. 

Un libro da leggere ad alta voce, seguendo il ritmo musicale e melodioso delle parole che formano questa struggente ballata.
Una forma particolare, quella della ballata, che s’impara ad apprezzare nel corso della lettura, mano a mano sempre più coinvolgente e affascinante.
Una storia senza tempo con dei personaggi che sono quasi simboli mitici, una ballata cantata oralmente che trasmette nostalgia e sentimento amoroso ma anche storico.
I Balcani, Vienna, la storia intrecciata con i personaggi, la guerra e la tipicità di un popolo che Rumiz conosce bene…una lettura molto sentita e vivida.

 


 

La nebbia del passato di Leonardo Padura Fuentes (Tropea)

“I sintomi comparvero all'improvviso, come un'onda vorace che afferra il bambino sulla riva tranquilla per trascinarlo negli abissi marini: il doppio salto mortale nello stomaco, l'intorpidimento che gli rammolliva le gambe, il sudore freddo sul palmo delle mani e, soprattutto, quel dolore bruciante sotto il capezzolo sinistro, che accompagnava  l'arrivo di tutte le sue premonizioni...”


Leonardo Padura Fuentes è nato all'Avana nel 1955. Scrittore e giornalista, ha conquistato critica e pubblico con il ciclo di quattro romanzi che hanno come protagonista Mario Conde. Questo ultimo capitolo ci porta all'Avana, estate 2003: da quattordici anni il tenente Conde, deluso dalla professione e dalla vita, si è dimesso dalla polizia e si guadagna da vivere dedicandosi alla compravendita di libri usati. Il ritrovamento fortuito di una preziosa biblioteca lo mette nelle condizioni di concludere un affare consistente, in grado di sistemare le sue finanze sempre sull'orlo del tracollo. Ma, irresistibilmente attratto dalla pagina di una rivista che ritrae una bellissima cantante degli anni Cinquanta, Violeta del Rio, che all'apice della carriera annuncia il suo ritiro, Conde, “predatore professionista di libri” inizia a indagare per proprio conto, risvegliando un passato turbolento che, come la biblioteca, non vedeva la luce da quarant’anni.
“La nebbia del passato” ha vinto in Spagna il Premio Brigada 21, nel 2005, per il miglior romanzo poliziesco in lingua spagnola, e il premio Dashiell Hammet. A Cuba ha ricevuto il Premio della critica come uno dei dieci migliori libri pubblicati nel 2006.

Da leggere: fortemente consigliato. Oltre alla piacevole lettura e alla trama intrigante, è un romanzo capace di far sognare e desiderare un viaggio nei luoghi descritti.

Una storia proprio bella e coinvolgente, di quelle che verrebbe voglia di avere vissuto o quanto meno di aver sentito raccontare davvero almeno una volta.

Il libro tratteggia un ritratto libero e veritiero di Cuba ed è importante, soprattutto perché lo scrive un autore che ci vive realmente.


Tre uomini in barca (per non parlar del cane) di Klaplka Jerome 

Un classico dell'umorismo inglese: tre amici, con il fido cane Montmorency, decidono di intraprendere un viaggio di una quindicina di giorni, risalendo il Tamigi fino ad Oxford, allo scopo di ritemprarsi dalle fatiche della vita londinese....
Ecco l'incipit: "Eravamo in quattro: George, William Samuel Harris, io e Montmorency. Seduti nella mia stanza, fumavamo e discutevamo delle nostre cattive condizioni ... cattive dal punto di vista medico, s'intende..."

Insuperato e insuperabile. Io, quando sono giù, basta che mi legga il passo dello zio che cerca di attaccare un quadro al muro per star subito meglio.

In alcune parti fa veramente sbellicare! Un classico che anche letto oggi lascia trasparire tutta la sua gioiosa freschezza.

Per me i protagonisti stanno ancora navigando sul Tamigi raccontandosi le loro mirabolanti imprese, ignari dell'inesorabile trascorrere del tempo.


La promessa. Un requiem per il romanzo giallo di Friedrich Dürrenmatt 

E' un poliziesco insolito, asciutto nella scrittura, che ruota attorno ad una serie di delitti raccapriccianti e alla figura del commissario Matthai, freddo, determinato ed, in genere, infallibile indagatore. La promessa che ha fatto ai genitori di una delle vittime di ritrovare il bruto criminale cambierà tutta la sua vita. Gli indizi raccolti sono solo frammenti di quella verità che non riesce a costruire. La promessa non è mantenuta. Ma per puro caso la verità arriva; una verità che, come spesso accade, qualcuno aveva da sempre conosciuto ed occultato, Per Matthai però è tardi.


Il breve romanzo, ambientato in Svizzera, si occupa di alcuni delitti rivolti verso le bambine. La trama gialla è come in secondo piano, perché sulla ribalta sono le caratterizzazioni dei personaggi e degli ambienti e, soprattutto, il fallimento dell'indagine poliziesca. Bella la scrittura: il linguaggio scarno ma incisivo, che sa scrivere ed alludere, è ironico ma anche impetuoso.

Gli effetti secondari dei sogni
di Delphin de Vigan (Mondadori)

Narra l'incontro tra Lou, una ragazzina triste irrequieta e intellettualmente precoce, e No un'adolescente, quasi donna, che vive per strada trascinando tutto il suo mondo in una valigia. Gli sforzi di Lou e l'amicizia che nasce tra loro non cambieranno i loro destini. No sparisce bruscamente e definitivamente dalla vita di Lou e noi restiamo un po' tristi e con molti interrogativi. La scrittura nel complesso lascia una buona sensazione.

Lettura veloce e scorrevole. L'autrice ti coinvolge nella vita quotidiana con problematiche diverse. Nella ricerca di rimuovere gli ostacoli per un lieto fine scopri un monso reale con tante piccole cose che ti aiutano a vivere e sognare.
L'accompagnatrice di Nina Berberova (Feltrinelli)

Il libro mi ha dato l'impressione di essere un po' cupo (stile la porta), ma è ambientato in Russia, viene esaltata la povertà della protagonista che è in netto contrasto con Maria.
All'inizio l'accompagnatrice vedeva un possibile cambiamento della sua infelice vita, ma piano piano ha cominciato a cambiare idea, vedendo in lei solo un'antagonista, un qualcosa che lei non sarebbe mai potuta essere e lentamente tramuta questo senso di insoddisfazione e ingiustizia in vendetta.
Il riscatto però nella sua vita lo spera solamente, in quanto, oltre a non essersi vendicata, si ritrova a essere sola al mondo con un lavoro precario lontana dal suo paese e affida il proprio cambiamento in Dio.

Non ha fatto nulla per migliorare la propria esistenza


Le ho mai raccontato del vento del Nord di Daniel Glattauer (Feltrinelli)

L'indirizzo sbagliato su una e-mail (galeotta una vocale in più) è all'origine di questo insolito romanzo che si legge con scioltezza e curiosità crescente. Un professore di psicolinguistica, un'esperta di sitio web e un'infinita serie di e-mail. Le fantasie, i sentimenti, i desideri e la voglia di evasione dei due protagonisti forse, in fondo in fondo, sono anche nostri. Un po' di amaro in bocca alla fine.

Romanzo epistolare avvincente e incalzante. I due personaggi, un uomo e una donna, avranno un percorso di conoscenza dell'altro che in realtà si dimostra rivelazione di sé a se stessi. Un romanzo sull'amore o sul potere rivelatore e terapeutico del processo di scrittura? Comunque sia la lettura è piacevole, mai banale e il finale ... intenso!
Bello, nuovo, parla allo spirito.

Mi è piaciuto per la novità della trama ed il modo leggero, ironico e arguto in cui cui l'autore costruisce la relazione tra i due, che arriva ad essere profonda e sconvolgente. Mi ha incuriosito cercare di capire come avrebbe portato avanti il loro scambio di mail e come avrebbe potuto concludersi questa vicenda. E' una commedia leggera, ma riesce a penetrare nei segreti impulsi e sentimenti che vengono negati/nascosti attraverso attegiamenti moderni. Mia ha affascinato il modo in di affrettare le e-mail o di allungarle nel tempo, chiarendo così gli stati d'animo dei protagonisti. A volte cade d'intensità ed è ripetitivo. Lo consiglio a chi vuole leggere qualcosa di divertente, attuale e nello stesso tempo esplorativo degli animi e dei sentimenti che vi abitano.

Un romanzo attuale, intrigante, piacevole, ben scritto.

Mettiamo le mani avanti: non è un capolavoro o un libro che i posteri studieranno come un "classico ma se dovessi raccomandarlo per una lettura piacevole e interessante lo farei volentieri. Se qualcuno non ha mai avuto l'esperienza della comunicazione personale via e-mail lo troverà un po'strano. Il linguaggio, i tempi, le parole, sono tipiche del mezzo elettronico. Il libro, infatti, è scritto nella forma del "romanzo epistoalre" ma, il mezzo e la velocità di recapito della missiva fa sì che le singole lettere non sono siamo capolavori letterari alla Foscolo o alla Goethe.
L'urgenza di comunicare e l'urgenza della risposta fanno sì che la comunicazione sia sintetica, immediata, e spesso allusiva. Quello che è particolare, in questo caso, è che i due protagonisti non siano giovanissimi e non si conoscono tra loro.
Da un lato, quindi, la scelta della comunicazione non va verso la chat ma verso la più mediata e-mail. Nella e-mail la risposta non è necessariamente conseguente e vi è un minimo di meditazione nella scelta dei termini da utilizzare. E la scelta diventa sempre un equilibrismo tra la necessità di non essere prolissi e quella di essere efficaci ma "senza rete" senza la possibilità di dettagliare o di spiegare altrimenti frasi che escono a volte di getto e che non si sa come possano essere recepite dal nostro "amico di penna".
Dall'altro i due non hanno l'urgenza adolescenziale di finalizzare l'approccio epistolare in un'incontro fisico, anzi, proprio la mancanza di un contatto personale, fa si che manchi quell'inibizione che impedisca che i due pian piano si aprano all'altro nel loro lato più intimo e nascosto.
Nasce quella tensione all'attesa, la novità che pian piano si trasforma in necessità fisica della risposta,della comunicazione con quest'essere che, dall'altro lato della rete, diventa sempre più un essere ideale che viene poco a poco ad assorbire il mondo reale nei quali, in modo diverso, i due interpreti sono radicati.
In conclusione, un libro da leggere tutto d'un fiato, rapido ma non banale e che, soprattutto non vi lascerà con la sensazione di aver perso tempo..



La porta di Magda Szabó (Einaudi)

Romanzo intenso, in cui le relazioni tra persone vengono sondate in modo preciso e poetico. Romanzo drammatico perché 'mette in scena' dinamiche drammatiche della vita. Romanzo 'circolare' perché l'inizio e la fine si ricongiungono, o meglio, alla fine il cerchio, drammaticamente, si chiude. Belli i passaggi narrativi, le immagini. Leggetelo! Si aprirà una porta anche per voi!

E' una storia che ti prendeil cuore e non si dimentica. Un incontro di donne con differenti realtà e destini. Una scoperta di quanti modi possibili si possa amare. Un esempio di coraggio che rende grande la figura della donna.

Bello triste vero e coinvolgente!

La scrittrice ci accompagna a scoprire ricostruendo, tassello dopo tassello, attraverso dei flashback, il rapporto tra Magda e la sua domestica. Un rapporto tormentato di sentimenti forti e contrastanti. Un rapporto tra due donne messe a nudo caratterialmente da loro stesse.

Rapporto conflittuale. Alone di mistero. Libro intenso. Scrittura limpida ed elegante. Donna misteriosa. Lunga storia di sofferenza. Dietro la porta chiusa c'è la vita di una donna che ha molto sofferto e che ha la grande dignitàdi tener nascosto il proprio dolore. Ti tiene con il cuore sospeso. Intrigante.


E disse di Erri De Luca (Feltrinelli)

In questo romanzo le parole sono importanti, non si dimenticano e ti danno sensazioni. Ti fa comprendere tutte le sfumature dell'amore.

Da leggere per la profondità del testo.

Libertà di Jonathan Franzen (Einaudi)
La storia è coinvolgente, tocca argomento di vita sociale, politica e familiare. Leggendo capisci quanto intrinsecamente grande sia la parola libertà.
Grande libro da non perdere.

Il vino della solitudine di Irène Némirovsky (Adelphi)
Percorri con l'autrice la sua infanzia. Ti coinvolge e ti emoziona un ritratto vero del periodo storico. I personaggi sono belli, si legge con piacere.

L'aiuto  di Kathryn Stockett (Mondadori)
La storia si svolge nel 1962 quando Skeeter Phelan torna a Jackson, Mississipi, dopo aver frequentato l'università. Lei è molto diversa dalle sue amiche e sogna di diventare scrittrice. Per questo, con Aibileen, Minny e le altre donne di colore che lavorano nelle famiglie dei bianchi, realizzerà un progetto comune che le esporrà a grandi rischi.
E' un bellissimo romanzo con bei personaggi ben caratterizzati. E' interessante il tema trattato: la segregazione razziale negli USA. Negli anni Sessanta in cui si comincia a lottare per i diritti civili. L'uso improprio dei modi verbali, dei pronomi e alcune espressioni scorrette sono una scelta stilistica per rendere più efficace e più vero il linguaggio semplice delle domestiche.

L'ombra del vento di Carlos Ruiz Zafon (Mondadori)
Un romanzo che parte dal cimitero dei libri dimenticati in una Barcellona decadente del dopo guerra e che porta il protagonista a scoprire piano piano i misteri legati al libro "L'ombra del vento". Una serie di coincidenze imprevedibili che catapultano il lettore in maniera forte e coinvolgente dentro questa storia.

La tredecesima storia di Diane Setterfield (Mondadori)
Margaret si trova a scrivere la biografia per una famosa scrittrice, Vida Winter.
A stretto contatto con la scrittrice, scoprirà pian piano tutti i misteri e gli intrighi della vita di questa donna. Un romanzo suggestivo e ricco di colpi di scena da leggere tutto d'un fiato.

Sorella
di Marco Lodoli (Einaudi)
Leggere Sorella è inoltrarsi piano piano in un mondo femminile che si interroga, costretto da varie circostanze, sul suo futuro e sul perché delle sue scelte. Il linguaggio è semplice, scorrevole e tenero, con una leggera vena ironica. Le descrizioni, brevi ma precise, dell'aspetto fisico delle persone e dell'ambiente rimandano alla profondità dei loro sentimenti ed ai loro caratteri.
Amaramente, per paura del mondo realem si fa suora e cerca nel convento la solitudine e la protezione dai problemi del vivere quotidiano con il suo bagaglio di emozioni e sofferenze. Ma non si sente più bene, così è inquieta e turbata. Con l'arrivo di nuove mansioni e la vicinanza di un bimbo "strano/speciale", esce nel mondo per mettersi alla prova. Inaspettatamente queste uscite, imprevedibili e rese comiche dalla troppa ingenuità le fanno incontrare la comprensione e scoprire il senso della vita.

La nipote del signor Linh di Philippe Claudel (Ponte alle grazie)
Lo stesso autore di Le anime grigie, ma qui la scrittura, pur essenziale ed incisiva, si apre ad un linguaggio che parla del cuore degli uomini, della memoria degli affetti.
Due uomini aventi storie personali diverse e appartenenti a culture diverse, si incontrano casualmente, ma spesso, sempre alla stessa panchina, in un porto di una città francese. Da qui nasce un'amicizia che diventa occasione per entrambi per rivisitare momenti importanti della vita e per superare la solitudine.

I custodi del libro di Geraldine Brooks (Neri Pozza)
Romanzo storico con un'intricante trama "gialla". Variopinti ed intensi arabesschi storici. Da leggere tutto d'un fiato.

La ragazza con l'orecchino di perla di Tracy Chevalier (Neri Pozza)
Romanzo storico ambientato in Olanda ai tempi di Vermeer: oltre alla trama lineare ma accattivante e piacevole, intense le considerazioni intorno alla pittura e al fare pittura. Molto ben delineata la protagonista.

Attraverso i villaggi di Peter Handke (Garzanti)
Romanzo a sfondo autobiografico: l'autore ripercorre alcuni momenti della sua vita, ma le considerazioni fatte si allargano ad una dimensione umana condivisa e condivisibile. Il linguaggio è asciutto, a volte duro, ma sempre altamente poetico.

L'amicizia di Thar Ben Jelloun, (Einaudi Tascabili)
Lo scrittore marocchino sviluppa il tema dell'amicizia in modo soave e intenso, pescando ricordi dalla propria vita. A metà strada tra il racconto autobiografico, quindi, e il breve saggio, tra momenti intensi di vita e riferimenti letterari, il tema dell'amicizia viene approfondito con intensità ma senza retorica. Di Jelloun è bellissimo anche, ma terribile, Le pareti della solitudine (Einauidi).

 

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